martedì 1 marzo 2011

Fumettivendolo per negati, Lezione Uno

Molti ragazzi e ragazze che ho conosciuto quando avevo il negozio continuano a chiedermi come si fa ad aprire una fumetteria. Chi è, in essenza, il fumettivendolo e cosa devi fare.

Beh, una volta per tutte, lo dico.
Se vuoi vivere (e dico VIVERE, non guadagnare) con una fumetteria devi essere disposto a non vendere fumetti, a fregare in ogni tuo modo il prossimo e a non valutare per il proprio valore l'usato, del tipo che valuti TEX n.1 originale dieci centesimi esattamente come tutto il resto dell'usato che ti presentano.
Devi avere, preferibilmente per te, soldi da parte - il più possibile - e magari cercare un posto trafficato, con più di 50.000 abitanti sprovvisto di già esistente fumetteria, meglio se città universitaria o con molte scuole, prepararti a fare comunque debiti su debiti, non essere amico dei tuoi clienti, non fare sconti, non fare caselle abbonamento, non leggere fumetti o saperne il meno possibile - del tipo basta leggere Anteprima, avere buona parlantina e trovare una padrona di casa del negozio praticamente inesistente e/o molto tollerante con i ritardi dell'affitto, nonché un'apertura di credito di qualche migliaio di euro sul tuo conto in banca.

Hai fatto tutto questo? COMPLIMENTI!
Sei sulla giusta strada per aprire una fumetteria di discreto successo e che ti permetterà di mangiare e dormire sonni piuttosto tranquilli!

Io invece, dal mio canto, sono stata in affitto da una signora squisita quanto la pallina che trasporta un stercoraro durante la sua vita, sommersa di debiti con le banche, senza apertura di credito in banca, appassionata di fumetto in tutti i generi (finendo per odiare i manga mainstream e la loro ripetitività assurda), con caselle abbonamento e sconti quantità, amica dei miei clienti (e addirittura maestra di sostegno per alcuni), in una città che aveva già una fumetteria e senza università, in una via fuori dal centro storico, senza soldi da parte e soprattutto... senza fregare nessuno e ritirando l'usato da metà prezzo di copertina in su.
Ho chiuso il negozio perché non potevo più andare avanti così, con il fatto della crisi e che ormai, i fumetti, li trovi OVUNQUE tranne che in fumetteria (vendevo fumetti e qualche gadget, non gadget con i fumetti come la gran parte di quelle rimaste aperte), dopo quasi due anni dall'apertura.

C'è da dire che forse, se avessi avuto soldi da parte, avrei potuto rivoluzionare gli investimenti e diventare anch'io la fumettara lestofante che fa funzionare il tutto solo per i soldi, ma non era il mio stile. C'è da dire anche che ero una ragazzina quando ho aperto, che ho fatto tutto da sola (o quasi, comunque con l'aiuto del mio ragazzo) e che ho imparato molte cose. Che quando torno nella cittadina dove avevo aperto, tutti mi salutano e mi trattano come la migliore fumettivendola del mondo. C'è che ho aperto a 20 anni, ed ero veramente troppo piccola per farlo, ecco.

In ogni caso, togliendo il sarcasmo dell'incipit, aprire al giorno d'oggi una fumetteria non ha più senso, non più. Le case editrici attuano una politica dissacrante per ogni piccola attività, le scontistiche all'ingrosso sul fumetto sono ridicole (il guadagno, non netto, ad albo è, quando fai 100.000€ di fatturato annui - e son poche le fumetterie in Italia che ci riescono - il 46% del prezzo di copertina... e da li devi togliere il costo della spedizione al negozio, le tasse, le spese di corrente e gas, l'affitto, etc.) e soprattutto molto qualunquista, visto che permettono la vendita degli albi anche nelle edicole e nei supermercati.

Questo per dire che, quando andate dal vostro fumettivendolo di fiducia, sarebbe giusto portargli anche un cappuccino o uno spritz, ringraziarlo per quello che fa, se non è il fumettivendolo ladro che ho descritto nelle prime righe. Perché avere un negozio come quello ormai è un privilegio... e a frequentarlo dovreste sentirvi dei privilegiati.

1 commento:

  1. Mi frullava l'idea di aprire una fumetteria e, cercando su google, mi imbatto in questo blog...
    Ti ringrazio per avermi aperto gli occhi: io, come te, non mi ci vedo a "fregare" il prossimo e, in tutta sincerità, avrei voluto aprire la fumetteria non per i soldi ma per creare un punto di ritrovo per "nerd", un posto tra amiconi...
    Ma, in fin dei conti, credo sia pura utopia...

    Grazie ancora per avermi/averci raccontato la tua esperienza, ho trovato quello che cercavo :D

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